2 AGOSTO 2021

Luglio col bene che ti voglio…

E ci siamo, è finito anche luglio e questa estate 2021, sempre in bilico tra voglia di abbracci e di discoteca e paura del contagio, ha svoltato la boa della sua prima metà.

I vacanzieri e gli abitanti del litorale si attendono ancora lunghe e torride giornate di sole, noi putenzesi soffriamo per le giornate calde e umide di questa estate particolarmente infuocata e, contemporaneamente però godiamo nella consapevolezza che il primato di altitudine del nostro capoluogo (il più alto d’Italia) ci regala notti fresche e ci libera dalla schiavitù delle lenzuola sudate.

Il mio amico Pino dice che questa cosa della città dalle notti fresche potrebbe diventare un messaggio di marketing territoriale, per la serie vai pure a vedere i calanchi, le murge, le chiese millenarie poi la sera, se vuoi dormire o vivere la notte con la freschezza giusta ricordati di tornare a Potenza.

Potenza la città della freschezza!

Per carità non nego che il messaggio sia accattivante ma non vorrei che i maligni trasformassero il messaggio da “Città della freschezza” a “Città con la capa fresca”.

A proposito di “capa fresca” come non trattare, sia pure con leggerezza e sorriso le ultime polemiche cittadine? Andiamo con ordine.

È stata inaugurata a Potenza la Piazza dei Comuni. Mi sono detto, ma che bella idea! Davvero un plauso a chi l’idea l’ha avuta e oggettivamente anche all’assessore Vigilante che è riuscito nella fatica di portare in porto l’impresa. Inutile dire che si ringrazia l’Assessore per ringraziare tutti, impresa, impiegati, funzionari, tecnici del Comune che si sono adoperati.

L’inaugurazione è stata una bellissima occasione, tutti i sindaci di Basilicata a far festa, a Potenza, alla nostra comunità regionale, una comunità fatta di tanti paesi e di un’unica identità regionale.

Semplificando credo che il messaggio fosse questo e grossomodo è quanto il Sindaco di Potenza, che mi è parso emozionato alle telecamere del TGR, ha detto. Guardando il servizio ho pensato: strano, come mai non hanno fatto fare una battuta al Sindaco di Matera? Diamine è l’altro capoluogo, quale migliore occasione di lanciare un messaggio di fratellanza tra le due comunità troppo spesso divise da sciocche beghe di campanile?

Ho fatto attenzione alle immagini ma, del Sindaco di Matera non ho visto neanche l’ombra.

Lo confesso ho pensato male. Sindaco Guarente perdonami.

Ovviamente la polemica è scattata.

Invitato, non invitato, si, no, alla fine da un sommesso (e neanche tanto) tam tam social la querelle è sfociata sulla stampa, batti e ribatti tra i due sindaci, con il Sindaco Guarente che pubblica mail e ricevuta di notifica e visualizzazione di un messaggio Whatsapp che chiude la questione.

Al Sindaco di Matera era pervenuto regolare invito cui era seguito un sollecito informale tramite messaggio nella Chat credo di aver capito ANCI, ossia quella nella quale i sindaci lucani di contattano per le questioni che riguardano l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Il Sindaco di Matera ha bofonchiato scuse risibili, ipotizzando che il messaggio proveniente dal Sindaco del Comune capoluogo di regione fosse finito nella cartella spam, ha cercato di glissare ed evitare la malafigura ma, ahimè, senza riuscirci, per di più pare che egli fosse presente ad Altamura, amena cittadina della vicina regione Puglia, dimostrando plasticamente in che direzione, ahimè, sono puntati gli sguardi del Sindaco Bennardi.

Qualche giornalista un po’ tifoso (o almeno a me è apparso così) ha titolato, riassumendo il botta e risposta tra i due sindaci: Guarente-Bennardi 2 a 1.

Non sono d’accordo.

Per come la vedo io la partita è rimasta inchiodata su un malinconico 0 a 0, per carità nulla da rimproverare al mio Sindaco che, sul piano formale, ha fatto tutto quel che doveva e di questo bisogna dargli atto.

Ma tutto quel che doveva è cosa diversa da tutto quel che poteva.

Caro Sindaco, eri proprio tu ad avere il maggior interesse a ricevere il Sindaco di Matera perché tu e non lui, sei il sindaco della città Capoluogo e quindi tu e non dovevi avere a cuore che i sindaci di tutte le principali comunità lucane fossero presenti ad iniziare da quello di Matera perché la piazza dei Comuni è a Potenza e farla è stata una bellissima idea.

Lasciamo da parte i campanili, Matera è la gemma preziosa che cinge la corona della Basilicata che poggia sul capo di Potenza e quindi era giusto far di tutto per celebrare e far festa a Matera, a Potenza e a tutti comuni, e se questo messaggio Bennardi non è riuscito a coglierlo occorreva far di tutto perché lo cogliesse.

Sindaco sei stato bravo, hai fatto il tuo dovere, ma se fossi stato capace di subissare di telefonate il tuo collega Bennardo, di riempirlo di cortesia e di luce, fino a farlo venire nel capoluogo saresti stato bravissimo perché in questi tempi complicati le nostre comunità hanno bisogno di unità.

Insomma, noi che siamo un po’ più vecchiotti, la chiamiamo prospettiva.

Ciò detto, ma detto affettuosamente, con il sorriso sulle labbra (e non un sorriso di scherno ma di simpatia), va dato atto che la piazza è fatta, il messaggio che parte da essa è utile e positivo, quindi bravi.

Continuando a parlare di “Capa fresca”, inevitabilmente mi viene in mente quella di colui che, giocando di notte sui playground del parco annesso alla Piazza dei Comuni appena inaugurata, probabilmente per fare una schiacciata, ha piegato il canestro causando una nuova polemica.

Il Sindaco di Potenza è un uomo temperamentoso e questa sua caratteristica che di per sé non è negativa a prescindere, talvolta, gli fa commettere degli errori di comunicazione.

Diciamocelo subito, se l’Assessora allo Sport prima di fare post avesse fatto il suo lavoro, ossia mandare un tecnico a capire l’accaduto e a porvi rimedio e solo dopo richiamare pubblicamente i fruitori del parco a prestare più attenzione, ci saremmo risparmiati decine di battute, repliche e controrepliche sull’argomento.

Ma in questi tempi di amministrazioni “social” la tentazione di fare subito un bel post per redarguire reprobi, stuzzicare gli avversari e aizzare la claque allo scopo di potersi atteggiare a moderni “Catoni” è, evidentemente, irresistibile.

A questo punto il doppio fallo.

L’Assessora stigmatizza sul social l’uso “scorretto” dei beni pubblici mettendo la foto del canestro piegato e il Sindaco, come avrebbero titolato in uno di quei film polizieschi degli anni ’70, “si incazza”.

Con un post di quelli infuocati il Sindaco Guarente preannuncia una caccia all’uomo implacabile come neanche il miglior Callaghan avrebbe potuto. Il tutto nel bel mezzo del polverone (sacrosanto) sul caso nazionale dell’Assessore alla sicurezza, leghista, e omicida di un extracomunitario, guadagnandosi paragoni ingenerosi con l’assessore sceriffo.

Senza alcun dubbio affermo che  paragoni simili sono ingenerosi, conosco personalmente il Sindaco Guarente e so bene che quel tipo di atteggiamento non gli appartiene, anche se un filo di prudenza e meno di “pancia” avrebbe aiutato, a maggior ragione se accade che, poco dopo, un cittadino qualunque, un abitante del rione, prende una scala, da’ un’occhiata da vicino al canestro, allenta due bulloni, li stringe  e rimette magicamente il canestro a posto.

Magari le cose non sono andate esattamente così, ma la percezione “social” che hanno avuto i più, è quella che ho riassunto, nei fatti chiunque abbia sistemato il canestro, è stato fatto, era possibile farlo, e il tutto mostra che le polemiche erano sovrabbondanti.

Al Sindaco i sensi della mia umana simpatia, capisco che si sia arrabbiato, capisco la frustrazione vedendo i giochi danneggiati dopo neanche due giorni dall’inaugurazione ma, se prima di gridare al vandalismo chi di dovere (non lei Sindaco) si fosse preoccupato più di risolvere il problema che di accaparrarsi una cinquantina di “mi piace” indignati, forse questa polemica ce la saremmo risparmiata.

Il tutto dimostra una cosa: al Sindaco di Potenza servirebbe un addetto stampa, un capo di gabinetto, un assistente, un consigliere, chiamatelo come diavolo volete, capace di aiutarlo a governare, prima che la città, il suo temperamento, e di occuparsi di cose, magari un po’ noiose, ma utilissime –ad esempio, chiamare con aria cerimoniosa il sindaco di Matera e convincerlo a venire a Potenza-.

Sia chiaro, le mie sono riflessioni da “uomo qualunque”, alla buona, tra noi che di politica non capiamo niente.

Buona settimana.

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