Che mi dite di Paşabahçe?

Per questo numero ero partita con un’idea ma poi sono uscita di casa e le cose sono cambiate. Mi sono imbambolata davanti alla vetrina di Paşabahçe. Chiarisco subito che non mi danno una lira per quanto sto per dire ma non posso esimermi dallo spendere due parole di ammirazione per questa famosa marca turca. In sostanza questi di Paşabahçe sono vetrai professionisti quindi producono bicchieri, piatti e magnificenza decorata. In Italia la si conosce (per chi ci ha fatto caso) per i bicchieroni da battaglia, le oliere e le pirofile da forno.

Ne sono rivenditori Casanova e Happy Casa e i lettori forse l’hanno notata per le etichette rosse con scritto BORCAM (che si legge borgiam e che in pratica è come per la scottex cioè una parola che nasce come marca o nome proprio e diventa indicativo di tutta la categoria; in questo caso BORCAM sta ormai per pirofila da forno. La parola finisce con CAM che significa vetro.

Dunque dal momento che qui in Turchia e in tutto il mondo islamico siamo sotto festa (Kurban Bayramı, la festa del Sacrificio), un giretto al centro commerciale ci sta tutto, sia per godere dei banchi di caramelle e cioccolatini (stile Epifania ma senza calze) che accolgono all’ingresso dei Mall, sia perché le vetrine sono piene di merce in INDIRIM (cioè a prezzi ribassati). Tra le vetrine che hanno attirato la mia attenzione ci sono quelle delle marche di ceramiche e corredi domestici come Karaca, Linens e Mudo ma la vetrina di Paşabahçe ha quel qualcosa in più che lascia a bocca aperta. Naturalmente una buona parte della merce esposta è per lo più inacquistabile perché ha dei prezzi da capogiro tuttavia qualche turista facoltoso in grado di mettere mano al conto in banca e continuare a comprare il pane per tutto l’anno successivo passa sempre.

Il negozio ha anche una vasta gamma di oggetti in ceramica per le tasche di tutti, inoltre aderisce sempre ad iniziative legate alle feste e alle celebrazioni importanti (festa degli insegnanti, della mamma, del papà, dei bambini, della Repubblica e ovviamente la commemorazione di Atatürk a cui dedica moltissime creazioni). Una delle iniziative che ho apprezzato di più però è stata quella volta a promuovere la divulgazione della lingua antica con parole particolari sillabate sul vetro e sulla ceramica bianca delle tazze e delle scodelle nello stile che vedete in questa foto:

dove in basso su entrambi i lati c’è scritto Kayıp Hazine cioè tesori perduti.

La mia preferita è sicuramente saâdet, dall’arabo, che significa felicità.

Per altre curiosità seguite il link https://www.guzelkelimelerdukkani.com/kupa

(www . il negozio delle parole belle . com)

Vedere Paşabahçe in Italia sugli scaffali dei supermercati genera sempre in me un’affezione come per quegli amici geniali che sanno e tutto si occupano di tutto ma in segreto, senza clamori.

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